Attraverso gli ascolti di canti della filanda o del tornitore, potremo analizzare le condizioni del lavoro femminile e maschile del passato, approfondendo il rapporto lavoratore-datore di lavoro.
Non meno interessanti risulteranno a questo proposito i canti di risaia o degli scariolanti.
Dalle sofferenze di sfruttamento alle persone detenute ingiustamente (o solo per ragioni ideologiche) il passo è breve, con i canti di prigionia o con quelli di un’ideologia “contro” come quella anarchica.
Anche quei canti aiutavano a resistere a soprusi e ingiustizie, così come il canto di una ninna-nanna consentiva a un neonato di affrontare i disagi del crescere.
