Villa Rovereto

Villa Rovereto si trova nel comune di Genova, nel quartiere di Castelletto.

Il Borgo Carbonara era caratterizzato da numerose case di villeggiatura di proprietà di importanti famiglie genovesi, tra le quali si ricordano i Moneglia, i Rapallo, i Rovereto, gli Zoagli, i De Ferrari, i Sivori, i Figallo ei Senno.

In seguito al taglio di Circonvallazione a Monte, la zona è poi andata via via perdendo questa connotazione, assumendo quella di zona residenziale borghese, ricca di verde e dominata dall’imponente mole dell’Albergo dei Poveri.

È proprio lungo la crosa di San Nicola che si può ancora cogliere il precedente aspetto della zona.

La villa, risalente presumibilmente al secolo XVI, risulta citata in un atto di donazione da parte del proprietario Antonio Rovereto, mercante, in favore del soprastante convento, di un piccolo terreno che si trovava all’estremità della villa, verso Piazza San Nicola.

Nel XVII secolo la villa, i cui terreni erano stati già frazionati, risulta di proprietà della famiglia Torre. Nel 1906 Albergo dei Poveri ne diventa proprietario.

All’inizio del XX secolo la villa ha subito ampliamenti modesti sul lato lungo Corso Firenze, la cui edificazione nel corso del secolo precedente aveva ridotto lo sviluppo del parco.

Dell’antico impianto sono ancora visibili i due ninfei posti nella porzione di giardino residua.

L’edificio si presenta come un volume cubico nettamente leggibile, a tre piani chiaramente gerarchizzati, sottolineati dalle cornici marcapiano, che costituiscono gli unici elementi plastici della facciata; il prospetto lungo la salita vede le bucature disposte lungo tre assi, mentre quello ovest, con il portone d’ingresso posto in posizione asimmetrica, ha un numero pari di assi.

Il portale di accesso al complesso è posto su salita San Nicolò: segnato da un arco dalle semplici forme settecentesche, individua prospetticamente il piccolo ma grazioso ninfeo e immette in una scala che conduce alla quota del portone. L’atrio della villa, oggi ridotto a un piccolo corridoio a causa di frazionamenti realizzati in epoche recenti, immette nel vano della scala, che risulterebbe articolato su due rampe parallele.

Allo stato attuale è visibile solamente la prima rampa, caratterizzata da una colonna con base a bulbo (che avvallerebbe la data della costruzione ai primi del Cinquecento) sempre a causa di un recente frazionamento tra i due livelli dell’edificio.

Gli ambienti interni, di modeste dimensioni, presentano volte decorate, in alcuni casi, con motivi floreali di gusto Sette-Ottocentesco.

La villa in oggetto rappresenta un interessante esempio di villa della tradizione ligure, nonché una preziosa testimonianza dell’antico tessuto suburbano che caratterizzava la Valletta di Carbonara, prima della forte urbanizzazione Ottocentesca che interessò tutta la zona collinare della città.

Dal Catalogo generale dei Beni culturali